Harry Potter and the Order of the Phoenix: recensione del film

harry-potter-and-the-order-of-the-phoenix-bluray-severus-snape-27574045-1920-800Abbiamo passato la metà della saga! Quinto film di otto, Harry Potter and the Order of the Phoenix (Harry Potter e l’ordine della Fenice, 2007) capita nelle mani di David Yates, regista che resterà al timone fino alla fine della saga stessa (purtroppo, aggiungo io). E c’è pure uno sceneggiatore nuovo, Michael Goldenberg, perché l’usuale Steven Kloves stava lavorando su un altro progetto. Lasciatemelo dire: questi cambi si fanno sentire tutti in questo film che risulta essere certamente il peggiore fino ad ora. Non mi stancherò mai di dire che Chris Columbus aveva fatto un lavoro egregio sia con la pietra filosofale che con la camera dei segreti (anche se mi mangio le mani a pensare che la la Warner Bros. non fece contenta la Rowling che come regista per il primo film voleva quel genio di Terry Gilliam!!!); Cuarón ci aveva regalato una perla col suo prigioniero di Azkaban; e Newell aveva fatto confezionato un film godibile col suo calice di fuoco. Questo quinto film, invece, è di molto inferiore ai precedenti. Ma andiamo con ordine.

Uno penserebbe che dopo un fatto così grave come il ritorno di Lord Voldemort il mondo della magia si sarebbe dato una svegliata… e invece no! Il ministro della magia Cornelius Fudge (Robert Hardy) è convinto che tutta la storia sia una menzogna orchestrata da Dumbledore che vorrebbe rubargli la poltrona. E il Daily Prophet non fa che sostenere la tesi del ministro (la Rowling qui non risparmia una certa satira sui media servi dei padroni, così come già aveva fatto con il personaggio della giornalista Rita Skeeter interpretata da Miranda Richardson in Harry Potter and the Goblet of Fire)! Quindi per Harry le cose a scuola vanno davvero male e si sente più solo che mai (non aiutato da un Dumbledore che lo evita ad ogni costo), nonostante Ron e Hermione siano sempre al suo fianco. Come se non bastasse, il ministero interferisce con l’educazione dei nostri eroi mandando la crudele Dolores Umbridge (Imelda Staunton) ad insegnare Defense Against the Dark Arts (Difesa dalle arti oscure), anzi, a non insegnare assolutamente niente!

Così, per supportare il vero Ordine della Fenice coi vari Dumbledore, MoodyLupin e Tonks (Natalia Tena), Sirius Black, i Weasley… che fuori dalla scuola sta tentando di combattere Voldemort e i suoi seguaci, Harry e compagni fondano l’esercito di Dumbledore per insegnare a tutti gli studenti più svegli della scuola un po’ di incantesimi reali ed utili per combattere i death eaters. Naturalmente continuano le turbe adolescenziali e finalmente Harry ottiene un bacio della bella Cho, che poverina si sente in colpa e non ha ancora superato la tragica morte di Cedric! Il tutto finisce con una serie di combattimenti magici proprio al ministero della magia dove finalmente Voldemort si rivelerà a un folto gruppo di auror e al ministro Fudge in persona.

Dove cominciare coi problemi di questo film? Sorvolerò sulla regia davvero inetta (almeno agli scavalcamenti di campo ci poteva fare caso Yates, no?) e andrò dritto al nocciolo della questione: la sceneggiatura. Il film non sembra andare da nessuna parte per quasi due ore e poi si butta sul magniloquente finale senza però aver costruito nulla prima e quindi butta via l’opportunità per una delle più grandi emozioni dell’intera serie di Harry Potter, la morte di Sirius Black, in una scena davvero fredda e frettolosa. Dell’Ordine della Fenice non vediamo quasi niente, a malapena sappiamo chi ne fa parte e cosa fanno tutto il giorno. Dell’esercito di Dumbledore vediamo qualche scena di allenamento e poco altro. I problemi di Harry sono affrontati male e senza profondità (come per esempio nelle due semplici scene con Seamus Finnigan, interpretato da Devon Murray), anche se Daniel Radcliffe offre una buona performance in cui si nota una certa crescita sia del personaggio che dell’attore. E poi la chiave della trama, la profezia, quasi non si capisce né cosa dica, né chi la dica, né perché sia così importante! Per non parlare della fotografia che è sempre più scura, continuando il trend cominciato già col secondo film, in alcuni momenti è difficile capire cosa stia succedendo sullo schermo!

Ok, ok, non tutto è da buttare via: il personaggio di Luna Lovegood (Evanna Lynch) è memorabile, così come i thestrals, il combattimento finale è spettacolare da vedere, specialmente il duello tra Voldemort e Dumbledore, Helena Bonham Carter è perfetta per la parte della folle Bellatrix Lestrange, e la Staunton fa un lavoro immenso sul suo personaggio cattivissimo rendendolo indimenticabile (strepitosa quando caccia la povera Trelawney interpretata dalla sua amica Emma Thompson). Direi che è tutto. Fortunatamente nel prossimo film tornerà Steve Kloves alla sceneggiatura e le cose andranno un po’ meglio, ma secondo me l’arrivo di Yates non ha fatto per niente bene alla saga del nostro maghetto preferito, ma evidentemente sono tra i pochi a pensarlo visto che a lui sono stati affidati pure tutti i film della saga successiva, Fantastic Beasts. Come al solito dimostro di non capirci niente di cinema (questo è pure il film preferito di Daniel Radcliffe, per dire)… Ciao!


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6 risposte a "Harry Potter and the Order of the Phoenix: recensione del film"

  1. L’Ordine della Fenice è il mio libro preferito della saga, l’ho letto in prima superiore e mi ha parlato come nient’altro aveva mai fatto in precedenza. Secondo me non era facile da adattare in film, visto che in realtà non è che succeda granchè fin proprio alla fine. Di nuovo, superbi i nuovi attori scelti, ma il cast di tutta la saga è davvero sempre impeccabile.

    Yates purtroppo è un inetto che ha rovinato completamente la saga. Secondo me qui ancora ancora ci si salva, ma gli ultimi tre sarebbero da buttare e rifare; io ho ODIATO Il Principe Mezzosangue, che già come libro è quello che amo di meno, come film lo trovo insopportabile.

    Piace a 1 persona

    1. Odiato il sesto libro? E’ di gran lunga il mio preferito!!! :–)

      L’Ordine della Fenice anche a me piace un sacco soprattutto perché dà spazio ai personaggi che più mi sono piaciuti della saga, tutti destinati ad una morte prematura e violenta poverini… gran libro, ma film decisamente sotto tono!

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